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Arte e Cultura

Colori di sale e luce: come il Tirreno accende la creatività degli artisti contemporanei a Villa Franca Tirrena

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Colori di sale e luce: come il Tirreno accende la creatività degli artisti contemporanei a Villa Franca Tirrena

Photo: Marie-Eve Levasseur, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C'è un momento del pomeriggio, verso le quattro e mezza, quando la luce sul Tirreno diventa qualcosa di quasi impossibile da descrivere. Non è oro, non è arancio, non è nemmeno quella sfumatura di rame che si vede nelle fotografie patinate dei cataloghi turistici. È qualcosa di più inquieto, più vivo, che cambia mentre lo guardi. Chi vive a Villa Franca Tirrena lo sa bene. E chi ci è arrivato con un pennello in mano, o con una macchina fotografica a tracolla, lo ha capito quasi subito.

Negli ultimi anni, questo tratto di costa siciliana si è trasformato — lentamente, senza troppo rumore — in un polo di attrazione per artisti contemporanei italiani e non solo. Non si tratta di un fenomeno organizzato dall'alto, né di una campagna di marketing. È qualcosa di più organico: la voce si è sparsa, i soggiorni si sono allungati, e qualcuno ha deciso di non andarsene più.

Studi aperti sul mare, porte spalancate sul paesaggio

Passeggiando nei vicoli del centro storico o lungo le stradine che scendono verso il lungomare, non è raro imbattersi in porte socchiuse che lasciano intravedere cavalletti, tavoli coperti di pigmenti, pareti tappezzate di schizzi. Gli studi d'arte a Villa Franca Tirrena hanno una caratteristica comune: il paesaggio entra dentro. Non come decorazione, ma come interlocutore.

Luca Serravalle, pittore originario di Torino che si è stabilito qui quasi per caso — "dovevo fermarmi una settimana, sono rimasto tre anni" — lavora in uno spazio ricavato da un vecchio magazzino di pescatori a due passi dal porto. Le sue tele grandi, quasi aggressive nei contrasti, riproducono il Tirreno in modi che non assomigliano a nessuna cartolina. "Non dipingo il mare come appare," spiega, "dipingo come mi fa sentire quando lo guardo troppo a lungo. Che è una cosa diversa."

A poca distanza, Giovanna Ferrante — ceramista di formazione, ma con un percorso che attraversa la scultura e l'installazione — ha il suo laboratorio in un'abitazione anni Sessanta con una terrazza che guarda verso le Eolie. Le sue opere ibridano la tradizione ceramica siciliana con forme astratte che sembrano nascere dall'erosione dell'acqua. "Ho studiato le maioliche di Caltagirone, ho guardato per mesi i ciottoli levigati dalla risacca. Alla fine non so più dove finisce la tradizione e dove comincio io."

Mostre che nascono dal territorio

Villa Franca Tirrena non ha ancora un museo d'arte contemporanea nel senso istituzionale del termine. Ma quello che offre, in compenso, è una rete informale di spazi espositivi che trasformano la vita quotidiana del paese in una sorta di galleria diffusa.

La piazzetta del Municipio ospita, ogni estate, una rassegna all'aperto che ormai è diventata un appuntamento atteso. Non si tratta di grandi nomi né di opere da milioni di euro: sono lavori nati qui, spesso in dialogo diretto con il luogo. Installazioni che usano reti da pesca, fotografie stampate su tela e appese tra i portici, sculture in ferro che si arrugginiscono con la salsedine come parte del progetto stesso.

Alcune botteghe del centro hanno aperto le vetrine agli artisti, alternando i prodotti artigianali locali con opere in vendita o in mostra temporanea. È un modello ibrido, informale, che a qualcuno fa storcere il naso ma che in realtà riflette perfettamente lo spirito del posto: niente di troppo rigido, niente di troppo separato dalla vita reale.

Il dialogo tra antico e contemporaneo

Una delle cose più interessanti di quello che sta succedendo a Villa Franca Tirrena è il modo in cui gli artisti contemporanei si confrontano con la tradizione locale. Non è un rapporto di nostalgia né di rottura. È qualcosa di più complicato e più onesto.

Stefano Rao, fotografo documentarista che alterna la sua base tra Villa Franca Tirrena e Milano, ha dedicato gli ultimi due anni a un progetto sui pescatori anziani del paese. Non è la prima volta che qualcuno fotografa i pescatori siciliani, certo. Ma il suo approccio è diverso: le immagini non cercano il pittoresco, non inseguono la rughe e le reti come simboli di un'autenticità perduta. "Voglio fotografare la complessità, non il folklore," dice. "Questi uomini hanno smartphone, guardano Netflix, litigano con i figli per le stesse cose di tutti. E poi al mattino escono sul Tirreno come facevano i loro nonni. È quella tensione che mi interessa."

Anche Marta Villari, artista visiva che lavora soprattutto con installazioni e video, ha trovato a Villa Franca Tirrena una fonte inesauribile di materiale. I suoi lavori più recenti esplorano il concetto di confine — geografico, culturale, temporale — partendo proprio da questa costa che guarda verso nord ma ha radici profondamente mediterranee. "La Sicilia è un luogo dove le contraddizioni non si risolvono, si abitano. Per me è il posto perfetto per fare arte."

Una comunità che cresce piano piano

Non esiste ancora un'associazione formale, né un distretto artistico riconosciuto. Ma la comunità degli artisti a Villa Franca Tirrena esiste, si ritrova, si contamina. Ci sono cene improvvisate nelle case, conversazioni che cominciano al bar e finiscono alle due di notte sul lungomare, collaborazioni che nascono da un incontro casuale al mercato del sabato.

Alcuni artisti vengono per brevi residenze, invitati informalmente da chi già vive qui. Altri arrivano da soli, attratti da quello che hanno sentito dire in giro. Qualcuno resta. La logistica è semplice: gli affitti sono ancora accessibili rispetto alle grandi città, il mare è a portata di mano, e c'è una qualità di silenzio — non di vuoto, ma di spazio — che nelle metropoli è difficile trovare.

Chi viene a Villa Franca Tirrena per le vacanze, magari per qualche giorno di mare e di buona cucina, potrebbe non accorgersene subito. Ma se si cammina con un po' di curiosità, se si entra in una delle botteghe giuste o si capita per caso a una delle serate informali che si organizzano d'estate, ci si accorge che sotto la superficie tranquilla del paese c'è qualcosa che fermenta. Una creatività discreta, radicata nel paesaggio, che non cerca i riflettori ma li meriterebbe.

Venire a Villa Franca Tirrena con occhi diversi

Se siete il tipo di viaggiatore che oltre al mare cerca anche qualcos'altro — una conversazione interessante, un'opera che vi sorprende, uno studio aperto su cui curiosare — Villa Franca Tirrena ha molto da offrire. Chiedete ai locali, leggete i cartelli scritti a mano sulle porte, entrate nelle botteghe senza fretta. La scena artistica di questo paese non si annuncia con grandi manifesti. Si trova, come tutte le cose migliori, un po' per caso.

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